Abitare ai tempi del coronavirus: come sono cambiate le nostre case e il modo di viverle

Il lockdown appena conclusosi ha radicalmente trasformato il modo di abitare. Spazi e arredi sono stati adeguati a questo nuovo stile di vita e la possibilità di continuare a lavorare da casa anche nel periodo post quarantena renderà questi adeguamenti vere e proprie modifiche strutturali. Vediamo quindi cosa è cambiato nel nostro modo di vivere la casa ai tempi del coronavirus.

COVID19: COSA CAMBIA NELLA CASA?

La necessità di non uscire per salvaguardare la nostra e altrui salute è ovviamente la prima motivazione alla base dei cambiamenti che sono in atto nel modo di vivere la propria abitazione. Per chi percepiva la casa già come un rifugio per se e la sua famiglia, essa è diventata un vero e proprio presidio; per chi invece era abituato a viverla poco in quanto sempre fuori per lavoro o per studio, si è trasformata nel teatro principale di tutte le attività. Entrambi i casi sono accomunati da un fattore, ovvero in casa si passa molto più tempo di prima. In casa si fa tutto: si studia, si lavora, si fa palestra e si coltivano orti. La casa è diventata multifunzione.

QUALI SONO I CAMBIAMENTI PIU’ EVIDENTI?

La casa sarà pur diventata multifunzione ma questo non significa che la metratura sia magicamente aumentata. Le nostre abitazioni hanno dovuto fare spazio a tutta una serie di attività, spesso nuove, e questo ha comportato un adattamento degli spazi e dei mobili. Se già da un paio di anni gli architetti amavano sviluppare le case come un unico ambiente fluido (si pensi alla fusione tra cucina e living), il covid19 ha reso questa tendenza ancora più evidente, non limitandola esclusivamente alle case di grandi dimensioni.

Abitare ai tempi di coronavirus significa trasformare gli ambienti. Tre sono in particolare gli ambienti che hanno assunto maggiore importanza e che hanno quindi subito le maggiori trasformazioni: cucina; camera da letto; terrazzi.

CUCINA: REGINA DEL LOCKDOWN

La cucina è stata sicuramente la regina del lockdown e continuerà ad esserlo anche nel periodo post quarantena. Abbiamo imparato a farci di tutto: chi non cucinava mai o quasi ha scoperto il piacere dei fornelli; chi doveva studiare o lavorare l’ha spesso preferita ad altre stanze in quanto non di rado la cucina è la stanza più luminosa della casa; chi infine si è concesso lunghe maratone su Netflix lo ha preferito fare sul divano, in modo da avere frigo e snack a portata di mano.

La cucina è sicuramente l’ambiente in cui maggiormente si evince la tendenza a creare un ambiente fluido, diventando luogo in cui preparare il pranzo, sala da pranzo, soggiorno, studio e ufficio. Avere un ambiente unico di certo aiuta ma al tempo stesso, se devo fare una videochiamata o disporre il materiale da lavoro, c’è bisogno di oggetti ad hoc. Ecco quindi che

i pensili recuperano nuovamente la loro importanza

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i tavoli si allungano e accorciano a seconda delle necessità

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tappeti e pareti divisorie possono separare l’ambiente studio/lavoro dalla cucina, anche se in via provvisoria

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i divani diventano sempre più comodi, colorati e soprattutto facilmente lavabili

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CAMERA DA LETTO A PROVA DI COVID

Anche se in misura minore rispetto alla cucina, anche la camera da letto ha subito questo cambiamento in luogo multifunzione. Ciò che però caratterizza la camera da letto è la grande attenzione nei confronti della pulizia e sanificazione. I nostri armadi conservano i vestiti e le scarpe che indossiamo all’esterno e che necessitano della stessa attenzione che dedichiamo al lavaggio delle nostre mani. Alcune aziende hanno creato degli armadi che si occupano proprio di sanificare gli indumenti una volta riposti

L’IMPORTANZA DEGLI SPAZI APERTI

Come la cucina, l’altro grande protagonista del lockdown è stato il terrazzo. O il balcone, o il giardino. I luoghi in cui avviene il contatto tra l’interno e l’esterno.

Si è riscoperta l’importanza di questi luoghi, il cui utilizzo dipende ovviamente dalle dimensioni ma che sono accomunati dall’essere la fonte di luce e di verde principale, se si è chiusi in casa. Via libera quindi ai mobili da giardino

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alla coltivazione di piante e fiori, se non addirittura a veri e propri orti sui terrazzi.

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Questi spazi, spesso trascurati, sono diventati il cuore dell’incontro tra l’uomo e la città, tra l’uomo e la natura, simbolo evidente di quella necessità di vivere e abitare in modo più sano ed ecosostenibile che si sta facendo largamente strada nel mondo.

Abitare ai tempi di coronavirus non è impresa da poco. Se necessitate di una consulenza su come modificare e adattare casa e arredamenti alla luce delle nuove necessità, contattateci su info@sevenprojectstudio.com

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Saba Ercole

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